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Incentivi per il welfare aziendale: buoni carburante per i tuoi dipendenti
12 Febbraio 2026In un contesto economico in cui i costi di vita continuano a crescere e il prezzo del carburante resta instabile, i buoni carburante si confermano nel 2025 uno degli strumenti più efficaci e apprezzati all’interno del mondo del lavoro. La Legge di Bilancio 2025, pur non prevedendo un bonus carburante “dedicato” come in anni passati, ha ribadito l’importanza dei fringe benefit, ovvero tutti quei compensi in natura che le aziende possono erogare ai propri dipendenti, senza incidere sul reddito imponibile.
Tra questi, il carburante riveste un ruolo centrale. I lavoratori, infatti, possono ricevere carte carburante nominative o voucher elettronici da utilizzare per gli spostamenti privati o aziendali. La grande attrattiva? Questi benefit, se rispettano le regole previste dall’articolo 51 del TUIR e dai decreti ministeriali, non sono tassabili e quindi rappresentano un vero vantaggio economico, sia per chi li riceve che per chi li eroga.
Nel concreto, le aziende possono offrire buoni carburante ai propri dipendenti in modo volontario o all’interno di piani di welfare aziendale, anche previsti da contratti collettivi o regolamenti interni. Il perimetro dei beneficiari è ampio: si va dai lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato, fino ai collaboratori con contratti assimilati, e ai manager, purché rientrino nei criteri stabiliti.
Il sistema di esenzione fiscale introdotto nel 2024 è stato confermato anche per il triennio 2025–2027, con soglie che permettono una notevole flessibilità. Tutti i dipendenti possono godere fino a 1.000 euro all’anno in fringe benefit esenti; tale limite sale a 2.000 euro se il lavoratore ha figli fiscalmente a carico, e in casi specifici (come le nuove assunzioni), può arrivare fino a 5.000 euro, ai soli fini fiscali. I buoni carburante rientrano perfettamente all’interno di queste soglie, insieme ad altri benefit come rimborsi per spese domestiche (affitti, utenze, mutui).
Va anche segnalata una novità importante riguardante le auto aziendali: grazie al cosiddetto “decreto bollette”, i veicoli ordinati entro il 31 dicembre 2024 e concessi ai dipendenti tra gennaio e giugno 2025 continueranno a beneficiare del precedente regime fiscale, evitando la nuova tassazione prevista dalla manovra. Inoltre, secondo l’interpello dell’Agenzia delle Entrate del 15 gennaio 2025, anche le carte di debito nominative distribuite tramite provider esterni rientrano tra i documenti di legittimazione, a condizione che rispettino le regole previste. Un riconoscimento che amplia ulteriormente la praticabilità di questo benefit.
In definitiva, i buoni carburante rappresentano una risorsa preziosa nel panorama del welfare aziendale. In un’epoca in cui il concetto di retribuzione si sta evolvendo, spostandosi verso soluzioni più flessibili e personalizzate, questi strumenti permettono di sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori senza gravare sul cuneo fiscale. Una scelta intelligente, che coniuga vantaggio economico, rispetto delle normative e attenzione al benessere quotidiano delle persone.




